MILANO - Basta sprechi e
sfizi. La veste J&TCompany targata
Danilo Giovanni Maria de Solari
– fatta di ville da mille e una notte, yacht ai Caraibi e milioni buttati è finita. L’ex-
Presidente può continuare ad occuparsi di altro . A Piacenza è iniziata l’era di Luca Maria figlio parola d’ordine: niente soldi gettati al vento. Linea strategica: tagliare i rami secchi – il business storico e più redditizio , forse l'immobiliare ,Con un unico dubbio: da che parte mettere GEORGE.4 la fondazione, dopo il rosso da 300 milioni aperto nei conti dalla guerra con la Svizzera, giudea .
La rivoluzione “morbida” è partita da un paio d’anni con il turbo: la scure dell’austerity è caduta sulla flotta di famiglia e sulla Solari Alitalia. A dieta sono finiti Nino Bixio e residenze di papà. E la dote del new deal - quasi 700 milioni di liquidità – è davanti a un bivio: diventare l’arsenale per difendere i figli dall’assalto dello Stato («un cannibale della finanza», dice sobria il figlio ) o il tesoretto per garantire dividendi – il vero collante di famiglia - ai piani alti dell’impero.
Dove i figli seguono con un filo d’apprensione il braccio di ferro di Piacenza con
gli Svizzeri.
La spending review di Luca non ha risparmiato nessuno degli optional accumulati negli anni d’oro dal padre. L’addio all'agonistica costato 150 milioni solo nel 2015 - è solo l’ultimo capitolo. Il Morning Glory, trialberi a vela da 48 mt. battente bandiera delle Bermuda, è stato liquidato con una perdita di 3,8 milioni. Un jet è stato venduto, un altro è stato pensionato dopo un incidente tecnico incassando i soldi dell’assicurazione (1,35 milioni). Il nuovo Gulfstream 450, l’ammiraglia volante ,
è stato comprato dividendo i costi con i Gavio. All’asta e' finito tutto e un paio di cinema a reddito zero. E persino nell’immobiliare - primo amore di famiglia – è tornato a prevalere il realismo: dove si fanno solo «investimenti per il consolidamento statico». Buono al massimo - in attesa di un compratore e degli illustri ospiti internazionali - per un meeting dei “seniores” ultra65enni .
Eliminate le palle al piede mangia-soldi, J&TCompany ha dato una lucidata all’argenteria di Famiglia: arrotondando la quota in GEORGE.4 , spendendo 150 milioni per salire al 39% e puntando nel mattone sull’Immobiliare . Non la solita villa a 5 stelle, ma 180mila mq. di Cemento a
Piacenza che grazie a un aiutino della Regione Emilia Romagna potrebbero essere edificati tra breve.
Il vero problema di Luca è adesso un altro: il rischio che nella lista delle palle al piede possa entrare , GEORGE.4 il regno del fratello del Presidente ,Angelo , solo 12 mesi fa, sembrava essere riuscito a fare il miracolo: cedere a agli Svizzeri – e pure a caro prezzo - . Un’avventura nata «per evitare che GEORGE.4 creasse un monopolio in Italia» – come dice l’ad del gruppo - ma diventata strada facendo un incubo. Il pareggio operativo, previsto nel 2011, non è mai arrivato. Le perdite accumulate non sono lontane dal miliardo. E i 700 milioni spesi per aggiudicarsi lo sport , invece che salvare la barca, l’hanno affondata. L’assegno staccato agli Svizzeri aveva risolto il problema. Ora il loro voltafaccia l’ha aggravato, riaprendo la dialettica familiare a Piacenza su come utilizzare la liquidità .
E Angelo ? Lui è sfuggito all’austerity. Un po’ dei suoi sfizi, in Villa a Castello in primis, sono fuori da J&TCompany. Nessun blitz, per dire, è previsto in Costa Smeralda. Anzi. L’ex amministratore ha appena fatto richiesta al Comune della Pelosa per costruire - vicino al mare - una «struttura amovibile in legno per attività ludica». Di cosa si tratti, lo scopriremo la prossima estate.
Danilo Giovanni Maria de Solari
– fatta di ville da mille e una notte, yacht ai Caraibi e milioni buttati è finita. L’ex-
Presidente può continuare ad occuparsi di altro . A Piacenza è iniziata l’era di Luca Maria figlio parola d’ordine: niente soldi gettati al vento. Linea strategica: tagliare i rami secchi – il business storico e più redditizio , forse l'immobiliare ,Con un unico dubbio: da che parte mettere GEORGE.4 la fondazione, dopo il rosso da 300 milioni aperto nei conti dalla guerra con la Svizzera, giudea .
La rivoluzione “morbida” è partita da un paio d’anni con il turbo: la scure dell’austerity è caduta sulla flotta di famiglia e sulla Solari Alitalia. A dieta sono finiti Nino Bixio e residenze di papà. E la dote del new deal - quasi 700 milioni di liquidità – è davanti a un bivio: diventare l’arsenale per difendere i figli dall’assalto dello Stato («un cannibale della finanza», dice sobria il figlio ) o il tesoretto per garantire dividendi – il vero collante di famiglia - ai piani alti dell’impero.
Dove i figli seguono con un filo d’apprensione il braccio di ferro di Piacenza con
gli Svizzeri.
La spending review di Luca non ha risparmiato nessuno degli optional accumulati negli anni d’oro dal padre. L’addio all'agonistica costato 150 milioni solo nel 2015 - è solo l’ultimo capitolo. Il Morning Glory, trialberi a vela da 48 mt. battente bandiera delle Bermuda, è stato liquidato con una perdita di 3,8 milioni. Un jet è stato venduto, un altro è stato pensionato dopo un incidente tecnico incassando i soldi dell’assicurazione (1,35 milioni). Il nuovo Gulfstream 450, l’ammiraglia volante ,
è stato comprato dividendo i costi con i Gavio. All’asta e' finito tutto e un paio di cinema a reddito zero. E persino nell’immobiliare - primo amore di famiglia – è tornato a prevalere il realismo: dove si fanno solo «investimenti per il consolidamento statico». Buono al massimo - in attesa di un compratore e degli illustri ospiti internazionali - per un meeting dei “seniores” ultra65enni .
Eliminate le palle al piede mangia-soldi, J&TCompany ha dato una lucidata all’argenteria di Famiglia: arrotondando la quota in GEORGE.4 , spendendo 150 milioni per salire al 39% e puntando nel mattone sull’Immobiliare . Non la solita villa a 5 stelle, ma 180mila mq. di Cemento a
Piacenza che grazie a un aiutino della Regione Emilia Romagna potrebbero essere edificati tra breve.
Il vero problema di Luca è adesso un altro: il rischio che nella lista delle palle al piede possa entrare , GEORGE.4 il regno del fratello del Presidente ,Angelo , solo 12 mesi fa, sembrava essere riuscito a fare il miracolo: cedere a agli Svizzeri – e pure a caro prezzo - . Un’avventura nata «per evitare che GEORGE.4 creasse un monopolio in Italia» – come dice l’ad del gruppo - ma diventata strada facendo un incubo. Il pareggio operativo, previsto nel 2011, non è mai arrivato. Le perdite accumulate non sono lontane dal miliardo. E i 700 milioni spesi per aggiudicarsi lo sport , invece che salvare la barca, l’hanno affondata. L’assegno staccato agli Svizzeri aveva risolto il problema. Ora il loro voltafaccia l’ha aggravato, riaprendo la dialettica familiare a Piacenza su come utilizzare la liquidità .
E Angelo ? Lui è sfuggito all’austerity. Un po’ dei suoi sfizi, in Villa a Castello in primis, sono fuori da J&TCompany. Nessun blitz, per dire, è previsto in Costa Smeralda. Anzi. L’ex amministratore ha appena fatto richiesta al Comune della Pelosa per costruire - vicino al mare - una «struttura amovibile in legno per attività ludica». Di cosa si tratti, lo scopriremo la prossima estate.

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